Mercedes-Benz Fashion Week Berlin, la conclusione.

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Concludiamo la review della Mercedes-Benz Fashion Week Berlin primavera-estate 2010 occupandoci delle restanti sfilate.
Partiamo subito col nominare KUNSTHOCHSCHULE WEIßENSEE, misterioso per noi da pronunciare; il brand alterna minimalismo nelle forme (che ritroviamo anche nel brand Mongrels In Common), come nel semplice accostamento camicia bianca e pantalone vita alta, in grigio, con dettaglio in surplus di stoffa sui fianchi, a momenti più eclettici come l’aderente robe bustier arancione, con applicazione di struttura rigida interna; interessanti le sue lavorazioni a strati.

Sicuramente d’effetto sono i colori brillanti-fluo utilizzati da Lac et Mel, come sulla camicetta con rouches in viola o sul vestitino con scollo incrociato, a V, in arancio sotto un bolero grigio. L’alternanza tra aderenza e vaporosità presentata da Marcel Ostertag accontenta la donna che vuole a tutti i costi essere sexy e quella che preferisce muoversi in comodità, pur non perdendo il suo appeal; dunque alla gonna vita alta, in pelle nera, corta si oppone il pantalone al ginocchio con mega tasconi laterali mentre, al mini-abito con profondo scollo a V e dettagli geometrici, il vestito stile impero smanicato in bianco con dettagli beige.

Molto varia è stata la passerella di Michalsky, che ha mostrato la donna classica ma contemporanea, con il completo grigio, con pantaloni a vita alta e cintura a pois, giacchetta portata aperta, il tutto profilato in nero e anche la donna eccentrica con un abito in bianco dotato di ampia gonna e fantasia di stampe abbinato a giacchino corto in bronzo lucido. Doppio volto anche per l’uomo, un po’ dandy nel suo completo slim-fit con tanto di papillon, un po’ street quando indossa il cardigan bianco con fantasia a fiori nera o la felpa con cappuccio in turchese.
Quelli che ritengo tra i più sorprendenti ed innovativi sono, Patrick Mohr, che ritorna alle origini trasformando il suo pensiero e la sua idea di partenza, il triangolo, quasi un inno all’”accattonaggio” e di come si può essere creativi con qualsiasi cosa. L’importante è trovare il giusto assemblaggio; e Smeilinener che ci riporta in un meraviglioso mondo fatto di colori e piccole stravaganze, come in un piccolo spazio londinese, poncho in tartan, tubini fanciulleschi, leggings bi-color, ed umoristici dettagli creati usando la fantasia del mondo animale.
Decisamente meno estrosa ma assolutamente sexy e semplice la donna, che si divide tra pantacollant e tubini bianchi, presentata da Penkov, adornata da tulle e resa ancora più intrigante da trasparenze. Elogiamo l’ossessione per il satin di Sabrina Dehoff, la fantastica manifattura e artigianalità degli abiti da sera proposti da Scherer Gonzales, l’essere estremamente street del marchio Starstyling, un’altra succursale di pazzoidi, senza alcuna censura espressiva (particolarissimi sia i capi ma soprattutto gli accessori per la testa), come anche l’ Universitat Der Kuntse.
Terminiamo con Wunderkind, tra i marchi più famosi della fashion week, che fa una presentazione di abiti focalizzata sulla ricerca dei tessuti e sulla lavorazione dei dettagli che trasformano tagli classici in capi assolutamente interessanti.
foto: in alto da sinistra: Smeiliner, Patrick Mohr, Scherer Gonzales, KUNSTHOCHSCHULE WEIßENSEE.

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