Categoria ‘Finanza’

Bono, il cantante degli U2 continua il suo impegno sociale questa volta con un’importante partnership.

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Fonti giornalistiche rivelano che il colosso della moda e del lusso, LVMH (Moët Hennessy Louis Vuitton), sarebbe sul punto di acquisire il 50% del brand Edun (anche se non sono ancora note le cifre esatte della partecipazione), fondato da Bono, degli U2, e dalla moglie. Il progetto Edun nasce nel 2005 come un concreto impegno sociale, sia rivolto ai paesi bisognosi sia all’eco-sostenibilità.
Bono è stato uno dei più attivi a livello mondiale soprattutto nell’affrontare il problema Global Warming, il surriscaldamento della terra. Tanti riconoscimenti ricevuti e tante donazioni avvenute. Da sottolineare che gli indumenti che il brand produce sono di cotone biologico e prodotti in paesi come India e Perù, aiutando anche l’imprenditoria locale.

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Mosca, la capitale russa sarà teatro per l’evento “Shoes from Italy”.

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Dal 20 al 22 maggio, si svolgerà, a Mosca, un evento di grandissima importanza per il Made in Italy. Sto parlando di “Shoes from Italy”, un’importante occasione di incontro tra le aziende italiane e i buyer russi.
Ricordiamo che, sempre a Mosca, si è concluso da poco l’ Obuv Mir Kozhi, il più grande evento dedicato al made in Italy, per quanto riguarda la calzatura, della Russia.

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Contraffazione, arrivano le cifre del 2008

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Uno dei problemi che più affligge le aziende di produzione, soprattutto quelle del campo della moda, è la contraffazione. Una piaga che si può arginare ma che personalmente credo sia davvero impossibile da sconfiggere, in quanto non si può tenere sotto controllo il mondo intero.
Tra l’altro ogni giorno vediamo le strade piene di venditori di robe contraffatte ma nessuno fa niente. Per carità quella gente deve pur vivere, però poi il governo non si lamentasse della contraffazione.

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Made in Italy, la questione inizia ad intravedere una speranza risolutiva.

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L’argomento Made in Italy è uno dei più controversi nell’attuale mondo della moda. Col passare degli anni i consumatori sono cambiati, sono diventati molto più esigenti e pretendono di comprare capi di alta qualità. Ma si sa che la qualità costa e questo molte aziende di moda lo sanno fin troppo bene.
Praticamente in Italia quasi dovunque troviamo scritto “Made in Italy” ma, in fondo, non abbiamo la certezza assoluta di questo. Infatti, spesso e volentieri, marchi affermati di moda, per fabbricare ad esempio una scarpa, usano materiali provenienti in gran parte dalla Cina e solo in un secondo momento il prodotto viene lavorato in Italia. Ma questo pare non sia sufficiente per dichiare che un prodotto è effettivamente “Made in Italy”.

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Just Cavalli, tornerà presto a sfilare in passerella.

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Dopo i numerosi tentativi di riavvicinamento tra le aziende, dopo la crisi della Itierre S.p.A. del Gruppo It Holding, quest’ultima e la Roberto Cavalli S.p.A. hanno finalmente firmato l’accordo di licenza per la produzione e distribuzione della linee Just Cavalli.
Quindi torneremo presto a vedere in passerella le collezioni uomo, donna, borse, scarpe e accessori.

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Crisi Sistema Moda, bisogna agire prima del collasso.

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Siamo forse un pò seccati e stanchi di leggere sempre notizie sulla crisi economica, sui problemi che sta attraversando il mondo intero, sulla disoccupazione. Ma è importante che se ne parli in quanto bisogna far sentire la voce per cercare di arrivare ad una soluzione.
Il Sistema Moda può non essere visto con la stessa “serietà” di altri settori dal governo ma è un settore che da lavoro a milioni di persone, molte delle quali pian piano o stanno perdendo il posto o stanno subendo un pesante ridimensionamento.

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Max Mara verso l’est

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Come tutti sanno, il mercato sovietico è in ascesa, per questo l’obiettivo del Gruppo Max Mara è proprio quello di esplodere nel mercato russo, dove il fatturato arriva a 50 milioni di euro.

I vertici stanno cercando di raddoppiare tale fatturato entro i prossimi cinque anni, difatti, è stata avviata la società Max Mara Russia, più precisamente in pieno centro a Mosca.

Già terzo d’importanza per l’andamento positivo dell’economia del gruppo Max Mara (solo dopo il Giappone e Francia), la Russia potrebbe diventare il primo paese importante per la nota griffe.

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