Categoria ‘Finanza’

Idaman Terengganu, la creatività malese si affaccia verso l’Europa

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Nonostante si senta ancora tanto parlare di crisi ci sono dei paesi che stanno seriamente impegnandosi per espandere le proprie culture e soprattutto per mostrare i loro talenti al mondo intero. Il governo della Malesia ha deciso di avvicinarsi all’Europa con un progetto di grande spessore. Dal 12 al 19 ottobre, numerosi protagonisti del settore moda dell’industria spagnola, francese e italiana sono stati e saranno invitati a  partecipare in qualche modo, anche con il contatto diretto, con il lifestyle malese. Le tre tappe prescelte sono appunto Barcelona, Parigi e Milano.
La delegazione malese è composta da unità governative appartenenti all’area della pianificazione economica e da esponenti del mondo produttivo tessile e artistico di sede a Terengganu, come per esempio Yayasan Tuanku Nur Zahirah, fondazione sotto l’alto patronato di sua Maestà la Regina della Malesia il cui fine è promuovere l’artigianato e l’eredità creative malesi, aiutando i gruppi di lavoratori composti principalmente da donne.

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Gruppo Marcovaldo, la crisi continua a colpire duramente.

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Luella_Bartley
Dicono che non se ne dovrebbe parlare così tanto di questa crisi ma ogni giorno arrivano notizie di chiusure o di fallimenti. Questa volta è toccato a Luella Bartley che ha annunciato la sospensione delle attività. Davvero una doccia fredda per un marchio che meritava molte più chance. Una notizia davvero scioccante se si pensa alla bellissima collezione primavera-estate 2010, che ha sfilata a Parigi, durante l’ultima fashion week.
Luella Bartley è assolutamente delusa dal fatto che non si sia voluto più puntare sulla sua linea; altro fatto negativo è ovviamente la perdita del posto di lavoro da parte di tante persone coinvolte con il brand Luella.

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Vogue America, news dalla direzione più chiacchierata del mondo intero.

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Il mito della rivista Vogue America continua a far parlare di sé. Ormai tutto il mondo conosce la famosissima e temuta direttrice Anna Wintour, protagonista di libri, film e documentari che la ritraggono come una persona cinica, fredda, schietta e soprattutto giudice indiscusso di stili e gusti in materia di moda. Pare che il suo potere decisionale sia più alto di qualsiasi altra persona vivente, e questo dovrebbe spiegare tante cose del mondo della moda. Altro che lustrini e paillettes. Con un pò di informazione più approfondita, andando oltre la singola estetica, il mondo della moda si avvicina molto a quello della politica.
La notizia è che la testata Vogue America ha una nuova dirigente, Susan Plagemann (in foto: a sinistra), che sarà la nuova manager responsabile ed affiancherà Anna Wintour. Questa novità la si può interpretare in vari modi. Certo che qualcosa stesse iniziando a cambiare si intuì già con l’uscita del film/documentario “September Issue”, dove vediamo il comportamento di Anna Wintour, seguita in quasi tutte le fasi della sua giornata nel periodo della creazione del famoso numero di settembre di Vogue America, sempre molto voluminoso e ritenuto quasi una sorta di bibbia per gli addetti ai lavori. Secondo voi una persona così potente si mette in vista con questo clamore, facendosi vedere mentre comanda a bacchetta stilisti come Stefano Pilati di Yves Saint Laurent o giovani designer come Thakoon? Non credo proprio. Tutto costruito a tavolino.

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Italia, la crisi economica ne fà fuori un’altro.

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L’azienda artigianale Pelletterie 1907 è fallita. Un’altra vittima delle ipocrisie economiche più che di una vera e propria crisi mondiale. Pelletterie 1907, situata in Tolentino, provincia di Macerata, era inoltre proprietaria del marchio Nazareno Gabrielli che, inevitabilmente, ha chiuso battenti di conseguenza.
Dunque in un colpo solo si perdono piccoli e grandi pezzi di storia, specialmente se parliamo di un marchio e un azienda che hanno alle spalle ben 102 anni di attività. La tanto decantata qualità che l’Italia afferma di supportare come vedete non è apprezzata e le belle parole sul made in Italy si sprecano sempre.

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Gap, il gigante low cost pensa seriamente all’Italia.

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Uno dei colossi dell’abbigliamo low cost, GAP, pare stia decidendo di aprire alcuni grandi centri anche in Italia, iniziando da Milano. Nella capitale della moda troviamo già una forte presenza di grandi aziende come Zara e H&M, quindi l’arrivo di Gap andrebbe a dare fastidio e ad aumentare la concorrenza in modo significativo.
Di questi tempi più concorrenza non farebbe certo male, anche perchè si sa: maggiore è la concorrenza minori dovrebbero essere i prezzi.

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2009, secondo le statistiche la capitale della vendita di merce contraffatta è Milano.

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Tra una settimana della moda e l’altra, accenniamo oggi alcune statistiche interessanti ed allo stesso tempo penose. La capitale della moda, Milano, è anche la capitale della vendita di merce contraffatta.
La finanza ha dichiarato di aver sequestrato, in questo 2009 in corso, ben 6 milioni di pezzi contraffatti. Questo segna un fenomeno in crescita addirittura del 1.600 %. Una statistica sconcertante e che ovviamente danneggia non solo i grandi brand del lusso, ma anche i commercianti.

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Caro tessuti, gli stilisti emigrano verso l’Asia.

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Con tutti i problemi che si porta dietro, la nostra penisola italiana aveva ed ha, tra i grandi pregi, una grande cultura dei tessuti e delle lavorazioni artigianali. Ma sono tempi davvero duri e la conferma di ciò arriva anche dall‘America.

Un tempo saccheggiatrice delle pregiate merci italiane,gli Stati Uniti e quasi tutti i suoi gli stilisti e soprattutto i giovani fashion designer, si muovono verso Oriente per trovare tessuti di qualità assolutamente inferiore ma che però, bisogna ammettere, non sono poi così male, se li si considera per un breve periodo.

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I love New York, per non dimenticare.

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Le ricorrenze spesso possono essere banali e fastidiose, ma questo non è proprio il caso. Sappiamo tutti cosa accadde quel maledetto 11 settembre 2001. Un avvenimento che sconvolse il mondo intero. Simbolo di quella tragedia l’attentato alle torri gemelle che vennero giù inesorabilmente tra disperati tentativi di salvataggio e vittime su vittime.

Ricordare questo giorno è fondamentale in qualsiasi contesto. Noi parliamo di moda e allora cerchiamo di vederlo anche sotto questo aspetto, con il massimo rispetto riguardo l’argomento. E’ un modo per non dimenticare qualcosa che comunque è indimenticabile.

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Francia, da qui parte una proposta interessante per finanziare il mondo moda emergente.

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Ogni volta che si parla di iniziative volte ad aiutare concretamente i giovani che vogliono fare strada nel campo della moda, non si parla mai di Italia. E’ dalla Francia infatti che arriva un’interessante proposta per dare una mano agli stilisti emergenti di haute couture.
L’alta moda è un ramo assolutamente lussuoso ed è molto difficile poterne fare parte;certo però se nessuno da una chance o un appoggio ad un giovane che ama il mondo haute couture, non si andrà mai avanti.

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Hermès, smentite le voci sul presunto addio di Jean Paul Gaultier.

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 La maison francese Hermès ha smentito, con fermezza, le voci sul possibile cambio di direzione artistica a scapito di Jean Paul Gaultier. Il genio pazzoide ed eccentrico di Gaultier è alla guida della maison dal 2003.

 Subentrato a Martin Margiela, Jean Paul Gaultier è riuscito e sta riuscendo a non far pesare, ad Hermès, il periodo di crisi generale; ne tantomeno lo stilista avrebbe intenzione di lasciare.

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